“Certe mattine mi sveglio più maschio, altre più femmina”. Confessione choc della famosa cantante, nessuno se lo aspettava. Di chi si trattaCineMalefica

L’abbiamo vista al Festival di Sanremo e per qualcuno è stata la prima volta, Madame, all’anagrafe Francesca Calearo, diciannovenne vicentina di nascita, tra le poche rapper italiane in giro, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere nella quale si è raccontata, la sua infanzia, il bullismo di cui è stata vittima, il rapporto con i genitori.

Nessun pregiudizio

Il suo nome Madame è venuto fuori da un generatore di nomi per drag queen, e le sue dichiarazioni fanno comprendere molto del suo essere:

Sono sicura che ci siano tantissime Madame non ancora esplose in Italia, tante Madame a cui manca il coraggio. C’è il pregiudizio che se sei femmina devi per forza fare pop romantico. Sarà che io sono tutto. Certe mattine mi sveglio più maschio, altre più femmina. Riesco a pensare come un maschio.

E dunque chi è realmente Madame?

Per farle capire: non ho mai avuto una calligrafia mia, copiavo quella del compagno di banco, e siccome i compagni di banco cambiavano di continuo, i miei quaderni sembrano scritti da trenta persone diverse. Non mostro il corpo, forse perché ancora non ne sono fiera. E anche perché penso: chi si merita di vedermi nuda oggi? Di umani nessuno. Di animali Barney, il mio cane: io mangio, lui mangia, io vado in bagno, lui viene in bagno.

La cantante poi si lamenta delle critiche che le vengono mosse:

Il fatto che gente che non mi conosce mi critica. Perché devi parlare di me? Che ti ho fatto di male?

Debole e libera

E parla dei suoi amori, di quello che lei pensa di questo sentimento e del bullismo:

Una volta sono svenuta, e loro, i miei compagni, mi hanno calpestata. Mi calpestavano per capire se fingessi.

ma questo dolore, aggiunge, l’ha resa debole libera “anche di innamorarmi: maschio, femmina, giovane, vecchio”:

Mai avuto problemi, maschi o femmine, semplicemente le donne etero sono più difficili da raggiungere, e quello era il mio scopo. Innamorarsi dell’impossibile è una droga.

O almeno era, purtroppo adesso mi innamoro due giorni, una settimana, fine. Penso: ti ho già raggiunto. Il problema di adesso è che raggiungo tutto troppo facilmente.