Luca Laurenti ha un altro lavoro: "I motivi mi suonano dentro"

Luca Laurenti dal più di 30 anni lavora con Paolo Bonolis: i due sono inseparabili e iconici nella televisione nostrana. La loro unione artistica inizia nel programma trasmesso su Italia 1 “Urka!”, e continua in tantissimi format in onda tanto sulla Rai quanto sulla Mediaset. Fra gli show più noti nei quali hanno lavorato è impossibile non parlare di: Sabato Notte Live, Fantastica Italia, I cervelloni, Tira & Molla, Il gatto e la volpe, Striscia la notizia, Fattore C, Avanti un altro!, Chi ha incastrato Peter Pan e Ciao Darwin. Luca, nel corso del proprio percorso, è anche stato attore in alcune pellicole. La prima in assoluto è stata, nel 1979, L’anno dei gatti del regista Amasi Damiani. Si rammenti, però, anche la propria partecipazione in Torino Boys, Io & Marilyn e Body Guards – Guardie del corpo.

Paolo Bonolis, qualche settimana fa, all'interno di un’intervista al magazine TV, Sorrisi e Canzoni ha detto queste parole circa la sua relazione amicale con Laurenti: “Luca è per me come la droga per un tossicodipendente. La scimmia che ho sulla spalla. Scherzo, su. Io non ho un fratello in famiglia, Luca è diventato un fratello per me, gli voglio un mondo di bene, è una persona bellissima e meravigliosa”. Il conduttore televisivo, oltre alla sua occupazione al fianco di Paolo, si diletta pure in qualcosa di diverso. Molte volte in televisione ci è capitato di vederlo mentre si prodiga a suonare il piano, ad esempio in Avanti un altro! Perché sì, Luca ha un autentico amore per la musica e in diverse occasioni viene chiamato all'interno di locali vari per suonare il suo strumento del cuore nelle serate jazz. La sua passione per il pianoforte sbocciò già da piccolo, visto che la madre era una celebre artista in ambito musicale.

All'interno di un’intervista di un po' di anni fa, lo stesso Laurenti raccontò il particolare aneddoto che lo ha condotto ad apprezzare il pianoforte: “Mia madre mi comprò un cockerino, un cagnolino piccolo, di 40 giorni. Lo portò a casa ma lui non sapeva ancora che doveva fare i bisogni nell’apposito contenitore. Noi avevamo la moquette e vi lascio immaginare… Così, dopo un po’ mia madre capì che non era possibile tenerlo in casa e lo riconsegnò al negozio. Per non farmi rimanere male, mi comprò un pianoforte. E dal giorno in cui quel pianoforte è entrato dentro casa, io non ho più smesso di suonare. Io suono a orecchio. I motivi mi suonano dentro”.

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