Mauro Corona lascia di sasso la Berlinguer : Sarebbe il colmo se...

Mauro Corona è lo scrittore di Baselga di Piné  invitato molto spesso come ospite al programma di Bianca Berlinguer, “CartaBianca”. Il buon Mauro è un uomo notoriamente sanguigno e passionale e difficilmente riesce a tenere a freno la lingua. Questo suo aspetto, lungi dall’essere un difetto, è proprio il tratto fondamentale che lo caratterizza e moltissimi suoi fan hanno cominciato a leggere i suoi bei romanzi proprio dopo aver conosciuto il suo temperamento irruento. Nell’ultima puntata del talk show, infatti, lo scrittore trentino ha pronunciato una delle sue solite dichiarazioni che ha fatto sussultare in molti, Berlinguer compresa.

La penna di Mauro Corona è ormai nota da lungo tempo e la sua storia è una di quelle basate su duro studio e antichi valori. In una una bella intervista di Gianfranco Gramola  presente sul portale di intervisteromane, infatti, leggiamo come sia nata la passione per la letteratura: Mia mamma quando ci abbandonò, avevo sei anni e mi lasciò una stanza piena di libri. Quei libri che aveva ereditato dal nonno, segretario comunale di Erto. Pian piano verso i 13 anni mi sono letto una buona parte di quei libri, da Tolstoj, Dostoevskij e Cervantes e tanti altri. Ricordo “Guerra e Pace” – “I miserabili” – “L’idiota”, “Il capitano dei penitenti neri” e tanti altri. Quindi ero un lettore fin da piccolo. Dopo di che sono andato al collegio Don Bosco, anche se non sono mai stato affascinato dal clero. Lì mi hanno dato l’indirizzo su come scrivere, periodi brevi, che dovevano durare il tempo di un respiro. 

L’ottimo Mauro, infatti, nonostante conduca una vita semplice, è un uomo capace di ragionamenti complessi e articolati e nell’ultima puntata di CartaBianca ha spostato l’attenzione per un breve momento dal conflitto in Ucraina ad un problema che sembra essere scomparso: il coronavirus. Lo scrittore ha infatti dichiarato che l’attenzione va tenuta ancora alta ed è abbastanza grave che si stia diffondendo il malcostume di non utilizzare più la mascherina. “Quando vado vicino ad altre persone terrò sempre la mascherina. Potrei essere io il primo a essere malato. Sarebbe il colmo, Corona che ha il Coronavirus!”.

Riteniamo, allora, che almeno in questo caso Mauro Corona abbia completamente ragione e che non bisogna riflettere su un problema escludendo però di trattare tutti gli altri. In Ucraina c’è un sanguinoso conflitto ed è giusto che l’attenzione dei media sia rivolta a quel drammatico evento ma va ricordato che era dal 1918 che che una pandemia non colpiva l’Europa. Le conseguenze del coronavirus coinvolgono, allora, anche il popolo ucraino e consigliamo a chiunque, in linea con l’idea proposta da Corona, di non incappare nelle pericolose insidie del benaltrismo.

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