Lino Banfi e figlia: “Lavoratori? Noi all'Orecchietteria Banfi non abbiamo problemi”, ecco perché

Lino Banfi e sua figlia Rosanna si oppongono al coro di proteste che ha animato diversi imprenditori famosi negli ultimi tempi. Alessandro Borghese, Flavio Briatore, ma anche Albano Carrisi e Karina Cascella, si sono rammaricati per la difficoltà di avere nuovo personale per pub e locali che gestiscono. Tanti hanno imputato la cosa al reddito di cittadinanza: secondo loro questa misura statale incentiverebbe alla disoccupazione piuttosto che alla ricerca di una professione e non farebbe sì che i più giovani cerchino di fare carriera all'interno del mondo della ristorazione. Diversamente la pensano il "Nonno Libero" di Un medico in famiglia e sua figlia Rosanna, i quali al magazine Nuovo hanno confessato di non avere simili difficoltà. Il celebre attore insieme ai suoi cari ha aperto cinque anni fa a Roma Orecchietteria Banfi, ristorante situato nel bel quartiere Prati. Naturalmente la trattoria è specializzata in cucina pugliese, dal momento che Lino ha vissuto la sua infanzia e adolescenza proprio in questa Regione.

Al giornale diretto da Riccardo Signoretti, Rosanna Banfi, la quale cura gli interessi dell'impresa insieme al coniuge Fabio Leoni, ha dichiarato: “Noi siamo stati fortunati. Nel nostro ristorante lavorano ragazzi che abbiamo assunto cinque anni fa e altri presi più di recente. Vero è che, oltre a offrire un contratto regolare, noi assicuriamo anche un clima di lavoro sereno e familiare. Se uno ha un problema, gli si va incontro”.  L'erede di Lino Banfi non ha menzionato il reddito di cittadinanza, a differenza di tanti colleghi, ma ha implicitamente specificato che ai giusti presupposti è possibile trovare delle persone davvero competenti. Gente che lavora in situazioni dignitose e in un ambiente confortevole riesce a dare il meglio di sé.

Orecchietteria Banfi è ufficialmente aperta dal 2017. Ogni cosa, dai piatti alle foto sui muri, all’arredamento rimandano alla carriera di Banfi. All'interno del menu trionfano ovviamente le orecchiette con le Cime di rèp o il Papele Papele, tuttavia non manca anche una buona "merenda" realizzata con focaccia barese insieme a una bottiglia di Peroncino che non guasta mai. Insomma tanti piatti che rappresentano usanze pugliesi, preparati logicamente con prodotti caserecci, ma pure "fusion" e nuove ricette create da un gruppo di chef giovanissimi. Fra i dessert va evidenziato invece il Pere che il pompelmo faccia mele, una dolcino di mele e pere ricoperto con gelatina di pompelmo. Il nome del piatto deriva da una frase del lungometraggio Il brigadiere Pasquale Zagaria ama la mamma e la polizia. La trattoria ha 70 coperti e dà pure il servizio di delivery.

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