Maurizio Costanzo: Hanno cercato di uccidere me e Maria con 70 kg di tritolo

Maurizio Costanzo ha fatto la storia del giornalismo e della televisione italiana. In pochi, infatti, possono vantare la conduzione di un programma di oltre 30 anni. Oltretutto la sua lunga carriera non si limita, ovviamente, al solo Maurizio Costanzo Show e, ad esempio, memorabili sono rimaste le sue interviste ad “Acquario” a illustri personaggi come Umberto Eco e Carmelo Bene. Non tutti, però, ricordano che l’ottimo Costanzo è stato purtroppo anche vittima di un terribile attentato e proprio per una puntata del suo più celebre programma.

Nel 1991, infatti, Costanzo creò un esperimento televisivo senza precedenti. Grazie ad un sodalizio fra Samarcanda di Michele Santoro ed il suo Maurizio Costanzo Show, infatti, diede vita ad una evento benefico memorabile in occasione della morte per mafia di Libero Grassi. In diretta, poi, il buon Maurizio bruciò una maglietta con su scritto “Mafia made in Italy” e l'impatto che ebbe la cosa, purtroppo, non fu soltanto mediatico.

In una sua nota intervista alla rivista Dipiù, infatti, Costanzo ricorda le terribili conseguenze del suo nobile atto: Il Maurizio Costanzo Show ha preso di petto anche la mafia, ma poi la mafia ha preso di petto me, con settanta chili di tritolo. Tentarono di uccidermi e ne parlerò, avevo iniziato nel 1991 a fare puntate contro la mafia in tv, con me c’era il grande maestro Giovanni Falcone. Riina disse: ‘Questo Costanzo mi ha rotto’. Cominciarono a pedinarmi, a spedirmi lettere anonime, ma non ci feci caso. Seppi poi che Messina Denaro era venuto nel pubblico dello Show, per vedere il teatro”

Durante quegli spaventosi eventi, poi, c’era anche l’iconica compagnia del giornalista, Maria De Filippi, che, sempre alla nota rivista, ha rilasciato delle dichiarazioni davvero shockanti: “Fu un miracolo. Il mio autista mi aveva chiesto un giorno libero, e l’avevo sostituito con un altro, che conosceva meno bene la strada. Esitò al momento di girare in via Fauro, e questo confuse il killer che doveva azionare il detonatore. Sentimmo un botto pazzesco. Tra me e Maria passò un infisso”

L’autista in questione, infatti, era Stefano Degni che al  Corriere ha appunto dichiarato con grande freddezza: «Erano le 21,37. Avevo fatto salire il dottor Costanzo, la sua compagna e il cane lupo Liù. Se fossi andato un filino più piano, con una tecnica di guida diversa, le parole che avevo appena detto alla signora De Filippi sarebbero state le ultime. Sarei diventato poltiglia. Riconosciuto solo dalla fede al dito».

Non ci rimane, allora, che fare i nostri più sinceri complimenti all'autista e rinnovarli a Maurizio Costanzo che, oltre ad essere un impareggiabile giornalista e conduttore, si è rivelato un uomo davvero eccezionale.

LEGGI ANCHE: Maurizio Costanzo contro Teo Teocoli: la battuta al vetriolo