Caterina Guzzanti. La Elisa di "Un nero a metà" racconta la sua storia

Nero a metà è una delle serie televisive più viste del momento e uno dei suoi interpreti più apprezzati è senza dubbio Caterina Guzzanti. La grande comica, infatti, non si è cimentata soltanto in parodie come “Vicky di Casapau” o “Orsetta Orsini Curva Della Cisa” ma si è anche cimentata nella recitazione ottenendo sempre risultati straordinari come, ad esempio, in Boris. Nella nota serie in onda su Rai 1, infatti, ha interpretato la simpatica Elisa Cori, capo della Scientifica del commissariato di polizia diretto da Carlo Guerrieri, ovvero il grande Claudio Amendola.

Caterina ha allora  rilasciato una recente intervista a TV Sorrisi e Canzoni dove parla proprio del suo ruolo nei panni della svampita Elisa. Su sorrisi.com, infatti, è possibile leggere che le sia piaciuto davvero molto questu suo bizzarro ruolo e che le sia piaciuto molto interpetare la Dott.sa Corsi: Elisa è un personaggio che mi sono divertita a interpretare, sembra talmente fuori dal mondo, è una ottimista ma anche una meticolosa, si mette lì con i suoi metodi all’antica, adopera il righello, disegna pupazzetti, non usa il computer. Ed è molto testarda, anche in amore non accetta un rifiuto, vuole provare a oltranza a riconquistare il sovrintendente Bragadin.

Sempre sulla nota rivista, poi, le si chiede qualcosa di più personale e alla domanda se fosse sua la frase “Siccome nulla mi fa ridere, rido per cortesia” fosse davvero la sua, Caterina con il consueto garbo che la contraddistingue dichiara: L’ho detta l’anno scorso quando ho fatto “LOL: Chi ride è fuori”. Era una provocazione, ovviamente. Per fortuna rido. È che sono viziata dalla mia famiglia, da mio fratello Corrado e mia sorella Sabina, sono cresciuta con “Avanzi” e, avendo frequentato sempre comici e altri colleghi, sono molto allenata a capire la battuta che si prepara e sta arrivando.

Effettivamente con un fratello e una sorella del genere la brava Caterina è diventata di sicuro di bocca buona e per farla sorridere servirà di sicuro molta sagacia. Riguardo al programma dove ha pronunciato questa frase, allora, le viene chiesto quale sia la sua opinione e cosa pensasse della recente partecipazione di suo fratello Corrado: Tifavo perché facesse cose divertenti, non perché vincesse. In un certo senso hanno vinto tutti e tre i finalisti. A “LOL” il primo anno eravamo concentrati a non ridere piuttosto che a buttarci e io un po’ per timidezza non volevo disturbare. Poi, con mio grande stupore, ho visto che davanti a scuola di mio figlio i bambini mi chiedevano l’autografo, una cosa incredibile e tremenda.

Non possiamo che fare i nostri più sincero complimenti a Caterina, allora, nella speranza che non si tuffi esclusivamente nel mondo della recitazione e che continui, parallelamente, a regalarci altri pezzi di satira memorabili.

LEGGI ANCHE: Greg, il cervello del duo comico