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Olesya non è Denise Pipitone. Secondo un importante albanese la verità è un’altra.

Il rapimento di Denise è un affare di famiglia, lo afferma un esperto in rapimenti internazionali
Olesya non è Denise Pipitone. Secondo un importante albanese la verità è un’altra.

Sembrerebbe conclusa ormai la vicenda che ha tenuto banco questi giorni, ovvero il possibile ritrovamento della piccola Denise Pipitone scomparsa 17 anni fa da Mazara del Vallo, nei panni della russa Olesya, ragazza sbucata quasi dal nulla alla ricerca della madre a cui sarebbe stata strappata anche lei circa 17 anni fa e poi cresciuta da nomadi.

Non è lei

Purtroppo dopo essere stati soggetti ai tempi televisivi della trasmissione russa Lasciali parlare che ha voluto creare un circo mediatico attorno alla vicenda, invitando l’avvocato Frazzitta della famiglia di Piera Maggio, la mamma di Denise, per svelare in diretta i risultati delle analisi di comparazione del gruppo sanguigno di Denise e Olesya, ieri tutte le speranze sono state spente, non coincidono, Olesya non è Denise.

Ma c’è una persona che da anni sta affermando che Denise non è mai uscita dall’Italia, ed è Behgjet Pacolli, ex presidente del Kosovo ed ex marito di Anna Oxa,  esperto in casi di rapimenti internazionali che offrì il suo contributo per le ricerche della piccola Denise subito dopo la sua scomparsa, e che al settimanale Oggi aveva detto:

Denise non è mai transitata in un Paese balcanico. Sono in grado di assicurarlo dopo mesi di viaggi, contatti, rapporti con i capi dei nomadi dell’Europa balcanica, emissari che hanno scandagliato quel mondo, dal Montenegro alla Macedonia, dalla Bosnia all’Ucraina alla Bulgaria fino alle Repubbliche asiatiche dell’ex Urss. E neanche in Russia. Ho avuto garanzie precise, grazie ai miei agganci con il mondo slavo e con quello dell’Asia interna.

e poi ha espresso il suo parere, che è un po’ quello di tutti:

Bisogna capire le cause del rapimento. Solo così si scoprirà la verità. La scomparsa di Denise è un affare di famiglia. La verità cercatela in Sicilia.

La pista familiare

All’epoca infatti fu indagata la sorellastra della piccola Denise, Jessica, assolta poi in tutti i gradi di giudizio; ma a dirsi d’accordo con la tesi di una vendetta familiare è anche l’ex Procuratore Alberto Di Pisa, che all’Adnkronos ha dichiarato:

All’epoca la nostra tesi era quella, che poi abbiamo portato a giudizio, che Jessica Pulizzi, figlia maggiore del padre biologico della bimba, abbia sottratto la piccola e l’abbia consegnata ad altri. Ma è stata assolta sia in primo che in secondo grado. Sono convinto che tutto nasca da lì. Quello che potevamo fare lo abbiamo fatto. Ma era un processo indiziario, non c’erano prove evidenti.